Conobbi l'Uomo Scarpetta in Liguria, viveva e vive tutt'ora nel piccolo paese di ponente dove ho passato le mie più belle e le mie più brutte vacanze del periodo adolescenziale e al quale sono ancora fortemente legata...
Non era affatto un bel tipo. Io adoro, da sempre, gli uomini affascinanti, non mi ha mai cincuriosita la bellezza. In un uomo, chiaramente. Cominciammo ad uscire. Era il mese di Agosto, di una delle tante e uguali estati passate seduti sulle panchine del lungomare di quel piccolo, colorato e caldo paesino di appena 2000 anime. Periodo, ricordo, in cui bastavano gli amici, una "migliore" amica con la quale confidarsi e il non litigare con il babbo, per il rientro a casa, almeno una sera su sette!!!
Una sera, con apprezzabile intenzione di fare colpo e di conquistare la riccioli d'oro dagli occhi verdi che da un pò di tempo guardava, mi portò al ristorante. Quello bello, per intenderci. IL ristorante del paese. Conosceva tutti, lui. Ci è nato in quel paese di 1999 anime più la sua!! La cameriera porta il mio succulento piatto di non ricordo bene quale carne con contorno. Ricordo solo una grande quantità di sugo, rosso.
Io attendo, da brava bimba, che servano anche il mio commensale. ... E lui che fa? Allunga la mano. Afferra un panino. Lo spacca. Ne prende un pezzetto-ne e... fa la scarpetta nel mio piatto!!!
Orrore orrore!!! Ma chi ti ha insegnato la cattiva educazione? Ha fatto certo un buon lavoro, nulla da dire!!!
Passi la scarpetta, a fine pasto, nel suo piatto... ma... nel mio! e mentre aspetto che lo servano!! Sei un cafone! Sono stata zitta. Odio le scenate. Ho lasciato che facesse, osservandolo e sorridendo. Ho ingoiato. Respirato. E mangiato, mio malgrado, tutto. Lasciando che terminasse, a fine pasto, il mio sughetto prelibato. Decisi in quell'istante, e nel successivo quando lo udii risucchiare, in ordine: la minestra, il caffè e tutto ciò che di liquido passava attraverso la sua bocca-ccia!. Esagerata? Forse. Ma che schifo!!!
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